Questa sagra è una delle più importanti e antiche della regione Abruzzo ed è diventato un evento di grande richiamo per addetti ai lavori e non di tutta la provincia che si contendono, in tre giorni, il trofeo per la migliore porchetta: un riconoscimento di prestigio e di orgoglio per chi durante l'anno svolge questo lavoro. Il premio è attribuito da un'esperta commissione di degustatori a colui che riesce a cucinare la pietanza nel modo migliore seguendo l'antica procedura. A fare da contorno alla manifestazione mostre, concerti musicali e convegni.
La manifestazione( 41 esima Edizione) si svolgerà dal 17 al 20 agosto 2012


LE CHIESE, LA SCALA SANTA E IL MUSEO ARCHEOLOGICO RESTERANNO APERTI ANCHE NELLE ORE SERALI, CON VISITE GUIDATE
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Su segnalazione del Sig. Nicola Facciolini inseriamo una ricca recensione sulla 38 edizione della Sagra
Con le radici ben salde nella storia e nella tradizione popolare, sale il sipario sulla 38ma Sagra della Porchetta Italica di Campli (dal 20 al 23 agosto 2009) organizzata dalla Pro Loco Città di Campli con il patrocinio del Comune di Campli. La kermesse gastronomica e culturale, in versione “slim” a causa del terremoto del 6 aprile scorso, inizia giovedì 20 agosto nella cornice medievale della città farnese. Che domenica 23 agosto ospita l’olimpiade della porchetta made in Campli. Sono state invitate le Autorità civili, militari e religiose locali. Quattro giorni all’insegna della qualità con degustazione di prodotti tipici abbinati ai vini locali. Regina assoluta è sua maestà la Porchetta in un campionato sui generis che vedrà contendersi, tra i nove maestri partecipanti, il prestigioso titolo di Miglior Porchettaio dell’anno. Si prevedono oltre 30 mila presenze. “La porchetta camplese – rivela lo storico e giornalista Nicolino Farina – è una vera opera d’arte del palato, un monumento del gusto per l’intera umanità: a Campli la porchetta ha origini antichissime e rappresenta una cultura culinaria che da secoli e secoli si tramanda ininterrottamente attraverso le generazioni”. Evento culturale ed eno-gastronomico unico ed originale che fin dal 1964 intende valorizzare e celebrare la Porchetta Italica, consacrata dal successo conseguito al Vinitaly ed al Salone del Gusto di Torino. “Gli Statuti di Campli – sottolinea Farina – hanno una caratteristica particolare: sono gli unici ad avere norme molto specifiche e dettagliate sulla porchetta. Normative assenti in tutti gli Statuti conosciuti nel teramano e in Abruzzo. Esiste qualche piccola eccezione (Silvi) che in ogni caso, nelle forme di regolamento sulla porchetta, non raggiunge il valore e la forma così particolareggiata come nei Codici di Campli”. Una cronaca della metà del Seicento sui banditi abruzzesi, scritta da un sacerdote camplese, don Iezzi, come leggiamo negli studi di Nicolino Farina, riporta con gran dovizia di particolari (compresa la data) la notizia di un furto subito al di là del fiume Vomano da due camplesi, un vasaio della rinomata scuola di Nocella e un macellaio di Campli. “E’ palesemente assurdo – spiega Farina – che il macellaio camplese si recasse oltre il Vomano a vendere la carne! Andava a vendere la porchetta italica e i due furono derubati dei loro incassi”. Una testimonianza indiscutibile. “Il porco di Campli – afferma Farina – era un animale allevato anche per essere cotto intero, e non solo per i prelibati prosciutti e insaccati, così cari alla tradizione contadina di tutto l’Abruzzo. La porchetta era un prodotto tutelato da qualsiasi contraffazione: per la sua realizzazione non si poteva usare altra carne. La qualità dei maiali, del loro allevamento e l’antica tradizione hanno creato il successo della porchetta camplese”. L’evento farnese prevede un pensiero-omaggio al compianto professore Giammario Sgattoni (padre del logo ufficiale della manifestazione) ed ai nostri fratelli Aquilani. Campli ha tre chiese chiuse a causa del sisma del 6 aprile 2009 ma sia la Scala Santa sia la Chiesa Cattedrale, che hanno miracolosamente resistito al terremoto, saranno aperte ai fedeli. Non vi sarà il corteggio storico di Ortona che lo scorso hanno ha allietato cittadini e visitatori, in onore di Margherita d'Austria e del gemellaggio tra Campli e Ortona, già feudi dei Farnese e arcidiocesi unica per 218 anni. “Crediamo che Campli oltre ai suoi beni culturali – dichiara il nuovo presidente della Pro Loco Città di Campli, Serafino Chiodi – abbia saputo conservare anche una nobile tradizione gastronomica: la Porchetta Italica”. Già Margherita d’Austria ne parlava negli Statuti della Città di Campli che celebrano i maestri porchettai. In buona compagnia di altri quattro Statuti comunali in Abruzzo, dai quali si evince che i camplesi furono i primi a vendere la loro porchetta al di là dei propri confini. “La nostra storia recente – spiega lo storico Farina – rivela che la Sagra è nata quasi per caso: correva l’anno 1964 quando l’allora sindaco Ubaldo Scevola, il direttore dell’Ente per il turimo Arturo Favazza ed il giornalista Fernando Aurini, sulla base delle scoperte archeologiche di ossa di maiale nelle tombe pre-romane della vicina necropoli di Campovalano, pensarono di realizzare la prima grande festa del prodotto più tipico della culinaria camplese: immediatamente per la porchetta di Campli si coniò l’appellativo di Italica”. Nei locali del centro storico di Campli si potranno degustare ed acquistare vini, formaggi, tartufi, miele, olio d’oliva e leccornie. Grazie alla Pro Loco si mantiene viva una tradizione millenaria ancora oggi strettamente legata all’economia locale. Porchettai si diventa. E’ un’arte che i giovani camplesi devono riscoprire e valorizzare. Consolidato è il rapporto con l’Università di Teramo grazie al prof. Gramenzi. Sulla scia della tradizione la Pro Loco di Campli porta avanti un discorso di fruttuosa collaborazione. Domenica 23 agosto alle 12.30, presso il ristorante Parco dei Piceni di Campovalano di Campli, avrà inizio l’Olimpiade gastronomica dei migliori porchettai con il prelievo degli assaggi serviti ai delegati della Giuria chiamati a gustare la prelibata pietanza. Alle ore 21 la premiazione in piazza Vittorio Emanuele II del Migliore Porchettaio 2009 della 38ma Sagra della Porchetta Italica di Campli. Lo scorso anno, tra la spettacolare folla festante in un caleidoscopio di ovazioni, colori, sapori ed emozioni, a laurearsi campione fu Andrea Foco che si aggiudicò la Coppa della Vittoria con 604 punti sulla base dei voti espressi dai 79 delegati di Giuria. Secondo classificato fu Renato Bosica con 602 punti, terzo Sabatino Di Pietro con 587 punti. A riprova dell’indiscutibile qualità delle porchette in concorso, un tempo prescelte dal Camerlengo di Campli prima della libera vendita. Oggi vengono giudicate da una Giuria di degustatori vocati a valutare la qualità delle carni, la cottura e, particolare non secondario, la consistenza della crosta (“il segreto è nella sbollentatura” – rivela Nicolino Farina) che deve risultare fragrante e gustosa al palato. Una tradizione fissata negli Statuti medievali delle città abruzzesi di Penne, Silvi, Campli, Atri e Teramo, e nei Regolamenti municipali del 1877 che distingue i beccai-macellai dai porchettai. “Vivo ogni anno la sagra di Campli con un’emozione particolare – dichiara il Senatore della Repubblica, Claudio Micheloni – perché iniziative come questa sono il petrolio della nostra terra, da tutelare e valorizzare in tutte le sedi: auspichiamo la certificazione europea Igp perché la Porchetta Italica è una delle risorse preziose che abbiamo, insieme al turismo, per moltiplicare la nostra ricchezza”. L’Amministrazione comunale di Campli intende tutelare la qualità della Porchetta Italica nel mondo. “La salvaguardia del nostro prodotto, oltre alla promozione internazionale per la certificazione di qualità Igp – assicura il Senatore Micheloni – è lo scopo della nostra Sagra che, fin dalla prima edizione, caso unico in Abruzzo, ha assegnato un Premio alla migliore porchetta tramite una Giuria di esperti presieduta dal prof. Nicola Biagio Natali, istituzione vivente della Sagra. Insieme al Sindaco di Campli difenderemo la qualità della Porchetta Italica: per noi abruzzesi è un dovere perché il prodotto è un passaporto di qualità per tutti gli italiani nel mondo che gustano il nostro panino farcito”. La Sagra di Campli intende spingere i maestri porchettai della Provincia di Teramo (e non solo) a migliorare e perfezionare sempre più la loro arte culinaria, a vantaggio della qualità e del consumatore. “La grande tradizione camplese ha fatto scuola – afferma il Sindaco di Campli, Gabriele Giovannini – ancora oggi per tutto il Teramano la nostra porchetta si distingue da tutte le altre dal fatto di non usare tra gli aromi l’essenza di finocchio selvatico. Dunque, una signora porchetta!”. Da gustare e servire sia con il tradizionale panino tondo (la rosetta) che veniva cotto nello stesso forno della prelibata pietanza sia sul piatto. Un primato storico assoluto. Fin dagli anni Cinquanta e Sessanta del Ventesimo Secolo, nel centro storico di Campli vi era l’uso di cuocere la porchetta, infilata in un palo di legno, nei forni a legna usati per il pane. “Tre erano i forni più importanti – ricorda Farina – quello di Meloni, Farina (Battaiule) e Alleva (Ciancianella); e tre erano i grandi maestri porchettai-macellai: Meloni Giggino, Meloni Salvatore, (eredi di un’antica famiglia di porchettai) e Armando Di Carlo (continuatori ed allievo dei famosi Ricci)”. Speriamo che prima o poi arrivi il riconoscimento ufficiale e la tracciabilità della Porchetta Italica di Campli che merita di sbarcare (in vendita diretta con il classico camioncino) nei mercati esteri, tra le “avenue” di New York. Perché la Porchetta Italica di Campli unica ed inimitabile, con il grasso che cola via durante la cottura nel forno a legna, è molto più di un semplice porcellino arrostito. E’ un toccasana per le coronarie. Per capire i segreti del Divin Porcello celebrato da Boccaccio e gustato dalle popolazioni italiche a Ripoli di Colonnella fin dal 5.000 a.C. ed a Coccioli di Campli fin dal 3.400 a.C., ogni anno viene stilato un programma ricco di iniziative e suggestioni. “Naturalmente valorizziamo la cultura, per ribadire la nostra territorialità” – afferma Serafino Chiodi. “I porchettai camplesi – sottolinea Farina – sono tuttora dei capiscuola e la porchetta camplese si differenzia e si distingue da quella preparata in Umbria, nelle Marche, nel Lazio, in Toscana e in Sardegna per un diverso concetto di aromatizzazione”. Nicola Facciolini